“Mi sa che fuori è primavera” Concita De Gregorio – recensione

MI SA CHE FUORI È PRIMAVERA

9788807888649_quarta

Autore: Concita De Gregorio

Editore: Feltrinelli (collana I narratori)

Anno edizione: 2015

Pagine: 122

EAN: 9788807031588

Ferite d’oro. Quando un oggetto di valore si rompe, in Giappone, lo si ripara con oro liquido. È un’antica tecnica che mostra e non nasconde le fratture. Le esibisce come un pregio: cicatrici dorate, segno orgoglioso di rinascita. Anche per le persone è così. Chi ha sofferto è prezioso, la fragilità può trasformarsi in forza. La tecnica che salda i pezzi, negli esseri umani, si chiama amore. Questa è la storia di Irina, che ha combattuto una battaglia e l’ha vinta. Una donna che non dimentica il passato, al contrario: lo ricorda, lo porta al petto come un fiore. Irina ha una vita serena, ordinata. Un marito, due figlie gemelle. È italiana, vive in Svizzera, lavora come avvocato. Un giorno qualcosa si incrina. Il matrimonio finisce, senza traumi apparenti. In un fine settimana qualsiasi Mathias, il padre delle bambine, porta via Alessia e Livia. Spariscono. Qualche giorno dopo l’uomo si uccide. Delle bambine non c’è più nessuna traccia. Pagina dopo pagina, rivelazione dopo rivelazione, a un ritmo che fa di questo libro un autentico thriller psicologico e insieme un superbo ritratto di donna, coraggiosa e fragile, Irina conquista brandelli sempre più luminosi di verità e ricuce la sua vita. Da quel fondo oscuro, doloroso, arriva una luce nuova. La possibilità di amare ancora, l’amore che salda e che resta.

“C’è bisogno di essere felici, nonna, per tenere testa a questo dolore inconcepibile. C’è bisogno di paura per avere coraggio. È l’assenza la vera misura della presenza. Il calibro del suo valore e del suo potere.”

Ho letto questo libro per caso, mi sono ritrovata in libreria a leggerne distrattamente la trama e senza pensarci l’ho acquistato. Ne ho subito iniziato la lettura e velocemente è entrato nella mia mente. Seppur molto piccolo questo libro ti entra dentro e difficilmente il suo significato ti lascia. Nella quarta di copertina viene descritto come un thriller psicologico ma esso è molto di più. Mi sa che fuori è primavera è un romanzo tratto da una storia vera, la storia delle due gemelline, Alessia e Livia, sottratte il 29 gennaio 2011 dal padre, Matthias Schepp, trovato morto suicida due giorni dopo in un’altra nazione, senza nessuna traccia delle piccole. È un racconto amaro che fa del dolore un termine di paragone, è un libro che fa meditare, è un modo di scrivere che ti permette di entrare in punta di piedi nella sofferenza di una mamma che ha perso le proprie figlie, di una mamma che non ha un posto in cui piangere la loro morte perché non sa se lo sono effettivamente. Il dolore di una mamma che ha paura di tornare a vivere ed essere felice perché forse non è il caso. È il coraggio di una donna che riesce comunque a ricominciare a far convivere contemporaneamente l’assenza asfissiante delle sue bambine con la presenza della speranza di ritornare a vivere grazie al suo nuovo amore. È il racconto di una donna che vive in un paese maschilista in cui non conta “che hai viaggiato peril mondo intero, che hai non so quante lauree, parli non so quante lingue, hai trattato con non so quanti squali della finanza nel mondo e ti sei dovuta arrendere a quei due poliziotti […]. Ti trattavano, alla polizia, con sufficienza perché eri italiana e donna per giunta”. Questo libro difficilmente lo dimentichi.

“La vita è molto semplice. Per essere felici non ci vuole tanto. Per essere felici non ci vuole quasi niente. Niente, comunque, che non sia già dentro di noi.”

Vi lascio il link per maggiori informazioni

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5 Comments »

  1. grazie per la tua bellissima recensione. Lo leggerò sicuramente, perché la storia delle due gemelline mi ha toccato profondamente. Non so come, dopo una dramma simile, si possa ricominciare a vivere….

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