Una sera perfetta

Dopo una lunghissima giornata di lavoro la prima cosa che cerco di fare, non appena entro in casa, è RILASSARMI cercando il silenzio e la tranquillità.

Una doccia calda, il pigiama, un bel libro a farmi compagnia ed ecco, finalmente, la tanta agognata pace dei sensi. Ho appena iniziato Ave Mary e la chiesa che inventò la donna, un libro che mi ha incuriosito tantissimo sin dalla sua uscita infatti, lo comprai subito.

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La chiesa è ancora oggi, in Italia, il fattore decisivo nella costruzione dell’immagine della donna. Partendo sempre da casi concreti, citando parabole del Vangelo e pubblicità televisive, icone sacre e icone fashion, encicliche e titoli di giornali femminili, questo libro dimostra che la formazione cattolica di base continua a legittimare la gerarchia tra i sessi, anche in ambiti apparentemente distanti dalla matrice religiosa. Anche tra chi credente non è. Con la consapevolezza delle antiche ferite femminili e la competenza della persona di fede, ma senza mai pretendere di dare facili risposte, Michela Murgia riesce nell’impresa di svelare la trama invisibile che ci lega, credenti e non credenti, nella stessa mistificazione dei rapporti tra uomo e donna.

(Amazon.it)

«Ave Mary intreccia sapienza e ironia, Sacre Scritture e vita, non dando tregua a tutti gli errori e le stupidaggini che credenti chic e atei devoti hanno scritto e soprattutto diffuso».
Natalia Aspesi

L’ho appena iniziato ma già dalle prime pagine mi da ha subito coinvolto. La Murgia ha una scrittura abbastanza fluida, la lettura scorre velocemente e i temi trattati sono molto interessanti e ben sviluppati. Credo che lo finirò presto, magari ne riparleremo più avanti.

“Il tentativo di trasformare le persone in vittime permanenti a prescindere dalle circostanze costringe la vittima al ruolo di vittimizzata, che è un’altra forma di violenza, più sottile e pervasiva, perché impone una condizione di passività che preclude la facoltà di riscattarsi.”

Qui sotto vi lascio il link per maggiori informazioni

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15 Comments »

  1. Grazie MePacifica, basta un semplice “Ti piace” per entrare in un blog che non si conosceva.
    Grazie per esserti fatta conoscere, ma anche per aver commentato il libro di Michela Murga, “Ave Mary”. Già il nome “Mary” poteva far intuire il contenuto, ma esplicitare così bene la condizione della donna dentro il mondo “maschile” della chiesa cattolica, è un’intuizione molto grande.
    Molti scrittori e biblisti, tipo Mons Ravasi, hanno tentato dare alle donne un ruolo importante nella Chiesa, ma non ne hanno mai centrato il vero problema: la sottomissione e l’aspetto marginale della donna, quasi una necessità di cui sarebbe meglio fare a meno.
    Quel “sì” pronunciato da Maria, ragazzina, non è un sì di obbedienza assoluta come ci hanno sempre detto, ma un “sì” rivoluzionario vero e proprio. Chi accetterebbe di diventare madre in quel modo, se non una rivoluzionaria?
    Tutte le donne dovrebbero leggere questo libro, soprattutto quelle, come me, che hanno ricevuto un insegnamento molto, troppo tradizionale. Da donna del focolare, come diceva Madre Teresa di Calcutta e come il santo Giovanni Paolo II sottolineava.
    C’è da imparare tanto.
    Grazie ancora e un abbraccio.

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  2. Conosco la Murcia de Accabadora un libro che ho divorato ed una storia che mi ha lasciato dentro quel senso di appartenenza che pochi sanno trasmettere. Quel che ora leggo, nelle tue parole, mi porta ad avere verso questo libro una nuova curiosità che da donna quale sono dovrò andare presto a saziare. Brava

    Piace a 1 persona

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